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«LIBERA IL MARE»: TAP e CONISMA a tutela delle spiagge salentine

01 dicembre 2017

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Si è concluso lo studio sui rifiuti marini Marine Litter – LIBERA IL MARE, ideato da CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del mare) e sostenuto da TAP sulla base dell’accordo sottoscritto nell’aprile 2016, con l’obiettivo di tutelare le spiagge salentine e sensibilizzare al rispetto dell’ambiente.

 

Lo studio, coordinato dall’allora direttore dell’unità di ricerca leccese di CoNISMa, Ferdinando Boero, ha analizzato i rifiuti spiaggiati o dispersi in mare in un tratto di 20 km di costa nel tratto compreso tra San Cataldo e Torre dell’Orso. Le spiagge interessate, appartenenti ai comuni di Vernole e Melendugno, sono quattro: Le Cesine Nord, Le Cesine Sud, San Basilio, e Torre dell’Orso. Su ognuna di esse sono stati definiti tre “transetti” lunghi 100 metri sui quali in due periodi differenti (febbraio-marzo e maggio-giugno 2017) sono stati raccolti e classificati tutti i rifiuti. In totale sono state raccolte 16951 “unità di spazzatura” (per un totale di 2170 kg) nella prima fase e 7262 (615 kg) nella seconda, permettendo di stimare in 40 tonnellate i rifiuti presenti sulle quattro spiagge a febbraio marzo e in 10 tonnellate quelle presenti a maggio giugno. Come era facile attendersi la plastica (compresi i frammenti) è la principale tipologia di rifiuto presente sulle spiagge monitorate, seguita da manufatti o resti di manufatti in legno e poi metalli, vetro, ecc. La gran parte del materiale non è di origine locale ma è trasportato dalle correnti marine e dai venti; e le principali fonti di rifiuti marini sono il traffico navale e le attività di pesca e acquacoltura, anche se in aree frequentate dall’uomo è riconoscibile anche il “contributo” di rifiuti delle attività connesse alla balneazione e alla ristorazione. Oltre alle spiagge, una parte dello studio (effettuato grazie ad immersioni subacquee) è stata dedicata ai fondali e in particolare alle cosiddette reti fantasma, perse o abbandonate in mare dai pescatori che, impigliate sul fondo, continuano a “pescare” animali marini che restano intrappolati in esse. Sulle spiagge, oltre ai rifiuti, è evidente la copiosa presenza di legno naturale, che potrebbe essere un’importante risorsa nella lotta all’erosione costiera. L’utilizzo combinato delle piante con il legno è infatti una soluzione innovativa per il rafforzamento delle dune.

In parallelo alle attività di raccolta sul campo e studio in laboratorio, i ricercatori di CoNISMa si sono anche impegnati in una campagna di sensibilizzazione dei giovanissimi al tema dei rifiuti marini con iniziative in scuole primarie e la realizzazione e diffusione di un depliant esplicativo.

I dati che emergono dallo studio sono propedeutici alla realizzazione di una campagna mirata di rimozione e gestione dei rifiuti, un programma operativo (con un ulteriore monitoraggio, riguardante anche le microplastiche) che TAP è pronta a sostenere nel corso del 2018.