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La costruzione del Trans Adriatic Pipeline

Progettato nel quadro degli Studi di Impatto Ambientale e Sociale (ESIA) di ciascun Paese attraversato, il percorso di TAP è stato definito, nel rispetto delle le aree sensibili sotto il profilo ambientale, sociale e culturale.

La Progettazione Ingegneristica di Front End (FEED) è stata ultimata a marzo 2013 ed è in corso la fase di progettazione esecutiva. TAP ha anche avviato le fasi preliminari di gara per l’acquisizione di beni e servizi ai fini della realizzazione della sezione sottomarina e interrata, delle stazioni di compressione e del terminale di ricezione. L’approvvigionamento di tubi in acciaio e valvole di grandi dimensioni sono stati invece già assegnati.

I lavori del gasdotto sono iniziati nell'estate del 2015 con la costruzione e la riqualificazione di strade e ponti in Albania per consentire l’accesso ai futuri cantieri del gasdotto. La posa delle condotte dovrebbe cominciare dal 2016.

Una volta costruito, il tratto onshore sarà interrato ad almeno un metro di profondità, (un metro e mezzo in Italia) e non sarà visibile per l’intero tracciato.  Gli unici manufatti fuori terra, quali le stazioni di compressione e le valvole di intercettazione, saranno progettati, realizzati e schermati per  minimizzare l’impatto ambientale.

Il progetto è progettato in linea con i requisiti della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERD). TAP mantiene un dialogo aperto e trasparente con i portatori di interesse durante tutte le fasi di sviluppo del progetto.

La costruzione del tratto a terra

Le sezioni onshore di TAP misureranno complessivi 773 chilometri (550 km in Grecia; 215 km in Albania; 8 km in Italia). 

La sezione interrata avrà un diametro di 48 pollici (1,2 metri), mentre la sezione sottomarina un diametro di 36 pollici (0,91 metri.) Lo spessore della parete del tubo di acciaio sarà compresa tra 17,5 e 31 mm (quattro diverse classi di tubi). Il peso complessivo della condotta onshore sarà di circa 400.000 tonnellate metriche, ovvero 500 chilogrammi per metro di tubo, in media.

La costruzione del gasdotto e delle strutture correlate si svolgerà in diverse fasi, che saranno influenzate dalle condizioni meteorologiche e, in alcuni casi, da limitazioni stagionali. La costruzione vera e propria del gasdotto, lungo il corridoio dove dovrà essere posata l’infrastruttura, verrà realizzata in sequenza, in un periodo di 3-6 mesi. Tuttavia, l'accesso ai terreni sarà necessario per un periodo più lungo, per consentire un accesso continuo al corridoio di posa del gasdotto, per il trasporto e altre attività di supporto alla costruzione. Nel complesso pertanto, i lavori potrebbero durare tra i 12 e 24 mesi, comprensivi dei tempi di posa del gasdotto. Alla conclusione dei lavori, le condizioni di tutti i terreni interessati dai lavori saranno completamente ripristinate al loro stato originale. TAP risarcirà inoltre i proprietari terrieri per il disturbo arrecato durante i lavori (o per 24 mesi o per la durata effettiva del disturbo se questa dovesse, per motivi eccezionali, superare i 24 mesi, in ogni caso verrà scelta la soluzione di maggiore tutela per il proprietario).

Lungo l’intero tracciato saranno allestiti circa 15 cantieri, con squadre di 150 - 200 unità in dotazione a ciascuno. 

Si procederà in primo luogo allo scavo di una trincea, profonda circa 2,5 metri. La larghezza del letto di posa dipenderà dalla natura del terreno.

I tubi saranno saldati in‘stringhe’ e calati nella trincea di scavo. Si procederà quindi al reinterro e al ripristino dell’area, mentre la colonna avanza.

Tecniche dedicate, quali la perforazione teleguidata, saranno impiegate per l’attraversamento di strade e fiumi, avendo cura di minimizzare gli effetti sull’ambiente durante la fase di cantiere.

Il terreno superficiale rimosso sarà ricollocato sul corridoio di lavoro e il terreno sarà ripristinato alle condizioni originali.

Ultimata la costruzione, la condotta sarà interrata ad almeno un metro di profondità (un metro e mezzo in Italia), in modo tale da non risultare visibile.

Nel punto più elevato, a Potom, tra i monti albanesi, il gasdotto raggiungerà un’altitudine di 1800 metri sul livello del mare, attraversando nove vette di oltre 500 m, con una pendenza massima di 40 gradi.

Le strutture visibili

Le strutture visibili del progetto comprenderanno due stazioni di compressione, le valvole di intercettazione e il terminale di ricezione in Italia.

Le due stazioni di compressione, una vicino Kipoi, in Grecia, e l’altra lungo il litorale albanese, vicino Fier, serviranno a garantire il trasporto del gas attraverso il gasdotto. Per il raddoppio della capacità a 20 miliardi di metri cubi, occorrerà realizzare in futuro altre due stazioni di compressione a Bilisht, in Albania, e a Serres, in Grecia.

Le valvole di intercettazione saranno collocate a una distanza di 30 chilometri l’una dall’altra, lungo il gasdotto, per arrestare il flusso in sede di manutenzione ordinaria o in caso di emergenza. 

La costruzione del tratto offshore e del punto di approdo

TAP taglierà l’Adriatico nel punto più breve di attraversamento, soli 105 chilometri tra  Fier in Albania e la Puglia, un percorso selezionato anche tenendo conto di rigidi vincoli ambientali e della specifica natura dei fondali.

Per la posa di tubi a profondità superiori agli 800 metri saranno impiegate speciali navi posa tubi, di uso comune nella costruzione dei gasdotti. La stringa di tubo sarà posata dalla poppa mentre la nave si muoverà in direzione opposta.

Le sezioni di tubo, lunghe approssimativamente 12 metri, saranno saldate in stringhe sul ponte della chiatta posa tubi.  Il tubo esterno in acciaio avrà un diametro di 36 pollici e uno spessore compreso tra 20 e 34 mm, a seconda della profondità delle acque.  A profondità inferiori ai 300 metri sotto il livello del mare, il tubo sarà rivestito di cemento a scopo protettivo.

Il punto più profondo del tracciato misurerà 820 metri sotto il livello del mare, in corrispondenza del canale d’Otranto, nel Mar Adriatico.  

Le fasi costruttive

Il cronoprogramma di TAP è allineato agli sviluppi a monte del progetto. La tempistica precisa dipenderà, quindi, dallo stato di avanzamento della Fase 2 di sfruttamento del giacimento di Shah Deniz nel Mar Caspio.

Al momento, l’inizio dei lavori è previsto nel 2015 e comprenderà le seguenti attività: 

 - Progettazione esecutiva
 - Strade e ponti di accesso in Albania
 - Posa delle sezioni onshore e offshore
 - Costruzione dei manufatti

Attrezzature dedicate e tecnologie all’avanguardia saranno utilizzate nei punti di approdo in Italia e in Albania per minimizzare le interferenze con l’ambiente circostante e nel pieno rispetto della fascia costiera. Per esempio, in Italia il punto di approdo sarà realizzato con la tecnica del micro-tunnelling, che permette di evitare qualsiasi lavoro di scavo sulla spiaggia e consente di proteggere le praterie di posidonia in mare e la macchia mediterranea a terra, preservando tutta l’area costiera.  

Per ulteriori dettagli sulla costruzione delle sezioni e delle infrastrutture di progetto, si rimanda ai contenuti per ciascun Paese.

Si precisa che le cifre riportate sono indicative e potrebbero subire variazioni in corso d’opera.