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5.000 anni di storia portati alla luce dai lavori in Tracia

30 marzo 2018

Tracia, Grecia.  Gli scavi archeologici, realizzati nell’ambito dei lavori di costruzione per il Trans Adriatic Pipeline, hanno riportato alla luce reperti dell’attività umana in Tracia dal Neolitico (IV millennio a.C.) al periodo post-Bizantino.
È quanto evidenziano i ritrovamenti degli archeologi impiegati nell’area del progetto, sotto la supervisione dei dipartimenti locali (eforati) di Evros, Rodopi e Xanthi per le antichità, e del Ministero della Cultura e dello Sport. 

 

Evros
Partendo da Est, durante i lavori di costruzione di TAP nell’Unità Periferica di Evros, sono stati identificati 30 siti di interesse archeologico, da Kipoi al confine greco turco fino all’area di Sykorrachi ad Ovest. Tra essi necropoli, resti architettonici, oggetti di artigianato e altri materiali, databili dall’Antichità al periodo tardo bizantino.


“I ritrovamenti sono collegabili a siti archeologici già noti presenti nelle vicinanze, ma anche nuovi siti finora sconosciuti. I reperti sono stati trasferiti nei depositi dell’eforato per le antichità e molti di loro sono già stati catalogati e vengono ora studiati dal nostro staff di archeologi” - ha dichiarato il responsabile del dipartimento per le antichità di Rhodopi ed ex responsabile dell’omologo dipartimento di Evros, Chrysa Karadima. Alla ricerca hanno preso parte anche l’archeologa e project manager Zoe Miltsakaki e l’archeologo Filoxeni Aitatoglou, a capo dei lavori.


La ricerca archeologica di Evros si è concentrata principalmente su quattro scavi nel comune di Alessandropoli. Secondo gli studiosi, i siti documentato l’importanza archeologica della zona dovuta alla quantità e alla tipologia dei reperti:

 

  • Necropoli tardoantica a Gemisti
  • cimitero del tardo bizantino a Palagia
  • resti architettonici della navata di una basilica del primo periodo bizantino a Potamos
  • tomba romana con gli oggetti della sepoltura, a Potamos

 

Rodopi
Dodici rinvenimenti archeologici sono stati rinvenuti e catalogati durante i lavori per la costruzione del TAP nell’Unità periferica di Rodopi. In due casi, secondo il responsabile del locale dipartimento Chrysa Karadima e l’archeologo responsabile, Marina Tasaklaki, i ritrovamenti hanno dato il via a scavi su larga scala e al riconoscimento della qualità di siti di interesse archeologico. Si tratta di:

  • L’area di Arsakeio del comune di Maroneia-Sapes, dove sono state identificate due fasi di utilizzo:
    • una durante il periodo romano/tardo romano (IV–V secolo d.C.), testimoniata da una fornace, resti di un edificio rettangolare e di uno circolare, un pozzo e grandi vasi.  La fornace è già stata trasferita nel giardino del Museo Archeologico di Komotini, con l’intenzione di usarla nei progetti educativi del dipartimento locale;
    • la seconda, appartenente al periodo bizantino testimoniata da 55 tombe disadorne.
  • L’area di Galini nel comune di Iasmos, dove è emersa parte di una necropoli romana.

“Infine - hanno aggiunto Karadima e Tasaklaki - nell’area di Amaxedes a Iasmos, TAP attraversa il muro bizantino di Anastasiopoli, risalente all’epoca di Giustiniano, un manufatto di 2,4 km di particolare interesse scientifico, per la sua doppia natura di acquedotto e fortificazione. Per tutelare il monumento, in quest’area la costruzione del gasdotto è avvenuta senza scavi, usando la perforazione orizzontale; sono seguiti lavori di restauro, manutenzione e consolidamento statico“.

 

Xanthi
L’aspetto più rilevante delle prospezioni archeologiche realizzate nell’ambito della costruzione di TAP nell’unità periferica di Xanthi, è che nessuno dei siti archeologici identificati era conosciuto prima. Secondo la responsabile del dipartimento locale, Konstantina Kallintzi, e gli archeologi Maria Chrysafi, Kyriaki Hadjiprokopiou e Despoina Skoulariki, questo è davvero significativo perché arricchisce la topografia archeologica e la conoscenza scientifica.


Reperti databili tra il Neolitico e il periodo post-bizantino, sono stati rinvenuti a diversi livelli di profondità. Secondo il dipartimento locale i ritrovamenti più importanti sono:

  • Resti di un insediamento della prima età del bronzo (3.200 – 2.000 a.C.), a Grigoro, comune di Avdira.
  • Vasi di ceramica dell’Età di ferro e tombe tracie (VIII secolo a.C.)
  • Fortezza del IV secolo a.C. a Polysitos, comune di Avdira, collegabile alla espansione macedone sotto Filippo II lungo la costa tracia.
  • Reperti di metallurgia di epoca romana, a Kossos, comune di Topeiros.
  • Un insediamento del III–IV secolo d.C., con laboratori artigianali, un forno in ceramica e un sito per lo stoccaggio di monete e oggetti in metallo, a Sounio, comune di Avdira, nei pressi del tracciato della romana via Egnazia.
  • Cimitero medio-bizantino (X-XII secolo d.C.), a Grigoro, comune di Avdira, con tombe a pozzo, in alcune delle quali sono stati rinvenuti gioielli in vetro e bronzo.
  • Acquedotti post-bizantini, a Kossos, comune di Topeiros, a Tecton, Feloni e Vafeïka, nel comune di Avdira.

I ritrovamenti della Tracia e quelli delle altre aree settentrionali della Grecia attraversate dal gasdotto, che saranno annunciati a breve, rientrano nell’ambito di oltre 400 scavi e ricerche archeologiche condotte nell’area di lavoro per la posa del gasdotto, regolati dai i protocolli d’intesa e cooperazione che TAP ha firmato con il ministero competente e con i dipartimenti di tutte le unità periferiche che attraversa.