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"Basta ritardi, sul Tap l'Italia acceleri"

16 febbraio 2018

Parla Maros Sefcovic, vicepresidente e commissario europeo per l’Unione energetica: "È strategico e ormai non si può bloccare" "È un’opportunità soprattutto per la Puglia che avrà più lavoro e crescita e sarà in prima linea nel processo di decarbonizzazione"

Vicepresidente Sefcovic , l'incidente recente in Austria ha riaperto lo scontro sull'approdo del Tap a Melendugno, in Puglia, tra il governo e la Regione Puglia nonostante tutte le rassicurazioni sull'impatto ambientale e le compensazioni riconosciute. Davvero non ci sono rischi di sorta?

"Ricordo prima di tutto che il Corridoio Meridionale del gas e la sua gamba europea, il Tap appunto, sono cruciali per la sicurezza energetica europea: aiutano a diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento in regioni più vulnerabili come il SudEst e il Meridione in Italia. Ma contribuiscono anche ad aumentare la competizione nel mercato del gas, con evidenti vantaggi per i prezzi e quindi per i consumatori. L'Europa non intende rinunciarvi".

L'approdo a Melendugno però continua ad essere contestato.

"Il gasdotto è sicuro, non ha impatto sull'ambiente e supporta il processo di decarbonizzazione in Europa, accelerato dopo gli accordi di Parigi. Ricordiamo che il Tap sarà realizzato dai migliori operator nel settore delle infrastrutture, con azionisti di peso in grado di utilizzare le tecnologie più all'avanguardia per garantire sicurezza e affidabilità, nel rispetto dell'ambiente e delle comunità coinvolte della realizzazione del gasdotto. Il progetto ha superato anche i paletti della Bei, che ha accordato il finanziamento da 1,5 miliardi. Peraltro, è nostro obiettivo assicurare che il piano si trasformi in un'opportunità anche per la Puglia".

Sotto quale profilo?

"In termini di crescita, di incremento dell'occupazione locale, di taglio delle emissioni derivanti dall'industria e dai trasporti. Basti pensare che auto, camion e navi potranno utilizzare gas naturale con un evidente contributo positivo alla qualità dell'aria. Non solo. Stiamo studiando diverse misure per mettere la regione in prima linea nel progetto di decarbonizzazione a livello europeo".

Dalle sue parole sembra di capire che temete nuovi tentativi di bloccare o ritardare l'opera.

"Il progetto è stato completato al 65%. La società sta facendo tutti gli sforzi possibili con le autorità e le comunità locali per spiegare i vantaggi del Tap, ma anche per affrontare tutte le preoccupazioni. Quindi ci aspettiamo che il gas dal Mar Caspio inizi davvero ad approdare in Italia dall'inizio del 2020".

Il governo ha sostenuto con forza la validità del progetto. Pensa che l'esito delle elezioni italiane possa cambiare qualcosa?

"Qualcuno in Puglia pensa che sia ancora possibile modificare il punto di approdo ritagliato su Melendugno. Ma la realizzazione è a uno stadio avanzato, nemmeno una virgola può essere cambiata. L'approdo di Melendugno è stato scelto dopo un lungo processo autorizzativo che ha tenuto in considerazione ogni possibile alternativa, almeno 11, prima di individuarla come l'opzione migliore, oltre che la più praticabile dal punto di vista ambientale. Anche gli ulivi saranno preservati come si deve in una nursery dedicata per poi essere reimpiantati dove sono".

Quindi il Tap sopravviverà a un cambio di governo.

"Non entro nelle questioni politiche locali, ma sono convinto che il progetto avrà successo e porterà vantaggi per l'Europa, per l'Italia e soprattutto per la Puglia".

La Procura di Lecce ha riaperto le indagini sull'iter autorizzativo. Perché la direttiva Ue Seveso non è stata applicata?

"I gasdotti come Tap, così come i terminali di ricezione (Prt, ndr) non sono soggetti alla Seveso sui rischi di incidente rilevante. Non possono essere considerati siti di stoccaggio del gas o stabilimenti in cui si effettuano trasformazioni di stato del gas naturale. C'è una differenza sostanziale. I Prt permettono soltanto variazioni di temperatura e pressione per consentire l'immissione del gas nella rete nazionale. In Italia corrono da anni più di 32.000 km di gasdotti e diversi terminali di ricezione senza aver mai minacciato la sicurezza di alcuno".

 

Intervista di Roberta Amoruso a Maros Sefcovic, vicepresidente e commissario europeo per l' Unione energetica