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Vero o falso? Domande e risposte frequenti su TAP

03 febbraio 2018

 

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L’approdo a Melendugno è il migliore dal punto di vista tecnico. VERO

La società ha identificato l’approdo dopo un’attenta analisi di altre ipotesi progettuali (12 alternative solo nello studio di impatto ambientale, localizzate tra Brindisi e Otranto). La scelta di San Foca come miglior approdo per la minimizzazione dell’impatto ambientale e la realizzabilità tecnica è stata confermata dal Ministero dell’Ambiente nel decreto di Valutazione d’Impatto Ambientale, che ha fatto proprio il parere positivo della Commissione Tecnica VIA, con prescrizioni volte a garantire ulteriormente l’ambiente e i cittadini.

Riguardo al punto di approdo a San Foca, marina del comune di Melendugno - Lecce, l’impatto sul litorale sarà evitato grazie all’impiego della tecnologia del microtunnel (lungo circa 1.500 m), che passerà oltre 15 metri sotto la spiaggia; questo consentirà al gasdotto di non interferire con l’habitat protetto in mare (Posidonia oceanica) e a terra (macchia mediterranea) e, al contempo, di non produrre alcun impatto visivo e interferenze con la fascia litoranea.

 

TAP interferisce con la posidonia. FALSO

Il progetto sottoposto da TAP per la Valutazione di Impatto Ambientale ha incrociato la cartografia tematica della Regione Puglia con il risultato di esami compiuti con supporto di mezzi tecnologici (rilevazioni da satellite, campagne con indagini sottomarine) e infine con la ricognizione visiva affidata a sommozzatori, concludendo che la presenza di Posidonia Oceanica nelle acque antistanti la spiaggia di San Basilio dove sarà realizzata l’uscita a mare del microtunnel è sporadica e comunque non localizzata nel percorso del gasdotto. Le macchie sparse della zona sono state mappate con precisione proprio grazie al lavoro compiuto da TAP. I risultati delle numerose campagne di rilevazione sono accessibili a tutti nella documentazione sottoposta a suo tempo per la Valutazione di Impatto Ambientale disponibile alla consultazione sul portale dedicato del Ministero dell’Ambiente (www.va.minambiente.it/it-IT/Ogget- ti/Documentazione/625/841) e sono, come tali, a disposizione tanto della comunità scientifica e delle autorità preposte alla tutela dell’ambiente marino, quanto di qualsiasi cittadino.

 

Il tratto italiano del gasdotto è lungo solo l’1% del tracciato totale. VERO

Il gasdotto TAP parte dal confine greco-turco ed è lungo complessivamente 878 km.

Solo 8 km circa interesseranno la terraferma in Italia.

Questi i dettagli delle opere (in mare e a terra) che riguarderanno il territorio italiano:

  • una condotta sottomarina (offshore), da 36 pollici (circa 90 centimetri) di diametro, con spessore variabile tra 20.6 e 34 mm e lunga 45 km, che corre dalla linea mediana del Mare Adriatico fino al punto di approdo;
  • un microtunnel per l’attraversamento della linea di costa lungo 1.5 km;
  • una condotta interrata (onshore) da 36 pollici (circa 90 centimetri)  di diametro,  27,2 mm di spessore e lunga circa 8 km;
  • una valvola di intercettazione (Block Valve Station – BVS), presso l’estremità a terra del microtunnel, il cui scopo è quello di interrompere il flusso del gas e isolare le sezioni onshore e offshore del gasdotto per finalità di manutenzione e sicurezza; 
  • un Terminale di Ricezione del Gasdotto (Pipeline Receiving Terminal - PRT), a circa  8 km dalla costa, la cui funzione è quella di controllare e misurare la portata di gas naturale che viene immessa nella rete di Snam Rete Gas subito a valle del Terminale stesso.

 

TAP è lungo 55 chilometri. FALSO

Il gasdotto TAP termina a Melendugno. Il tratto a cui si fa riferimento è il collegamento di TAP con la rete nazionale, di competenza esclusiva di Snam (come per tutta la rete nazionale dei gasdotti). In oltre 75 anni di attività, Snam ha realizzato più di 32.000 km di gasdotti su tutto il territorio nazionale.

 

L’impatto visivo dell’opera sarà minimo. VERO

Sul territorio saranno visibili solo la Valvola di Intercettazione e il Terminale di Ricezione (PRT). Quest’ultimo interesserà un totale di circa 12 ettari di terreno di cui circa 4.000 mq occupati da edifici, in un’area agricola senza presenza di altri edifici. TAP ha progettato il Terminale con un piano architettonico che prevede che la struttura si integri nel territorio, rivestendo interamente gli edifici del terminale con la tipica pietra leccese. La struttura dunque si sposerà con la morfologia del paesaggio circostante.

 

Il gasdotto minaccia la bellezza del territorio che lo ospita. FALSO

Una volta terminata la costruzione, l’opera sarà sempre invisibile, perché interrata ad una profondità di almeno 1,5 metri. Non avrà dunque alcuna interferenza con le attività agricole e turistiche del territorio che la ospita. Tutti gli ulivi che dovranno essere rimossi temporaneamente per permettere la costruzione del gasdotto, verranno successivamente reimpiantati nel luogo d’origine, esattamente come già accade per 100mila ulivi che ogni anno sono spostati e ripiantati nella sola provincia di Lecce per la posa di altre infrastrutture sotterranee (come acquedotti e fognature). Il successo delle operazioni di costruzione dell’Acquedotto del Sinni ad opera di AQP, proprio in Salento, con conseguente espianto e reimpianto di 2.500 ulivi, testimonia la fattibilità di simili opere e la loro assoluta compatibilità ambientale.

La stessa premura sarà adottata per tutti i muretti a secco e le “pajare” (trulli salentini) che saranno interferite durante la costruzione: tali elementi architettonici caratteristici del paesaggio agricolo salentino sono stati accuratamente mappati e censiti per permetterne una esatta ricollocazione e ricostruzione nei luoghi di origine a seguito della posa del gasdotto.

 

TAP abbatterà o farà morire gli ulivi lungo il percorso del gasdotto. FALSO

I primi 210 ulivi sono stati trasferiti temporaneamente a pochi chilometri dal loro luogo di origine, in località Masseria del Capitano. Tutte le piante saranno gestite e curate per il tempo necessario ai lavori e poi saranno riposizionate nel loro luogo d’origine.

Gli ulivi, prima dei lavori, sono stati mappati, geolocalizzati e identificati con un’etichetta di riconoscimento. Ognuno degli alberi mantiene il proprio nome e la propria storia, che continuerà proprio dove è cominciata.

La zolla che contiene le radici di ogni singolo ulivo è racchiusa in un telo di juta per preservarle nella loro interezza evitando ogni rischio di rottura. Questa tecnica da vivaio è utilizzata per garantire il massimo attecchimento nel momento del reimpianto. Il trasferimento temporaneo avviene in poche ore, sotto la supervisione di un dottore agronomo. Gli ulivi sono curati secondo le migliori pratiche agronomiche, come previsto dal Piano di Gestione già approvato dalla Regione Puglia.

Gli ulivi di Masseria del Capitano sono sotto una copertura di protezione comune, che garantisce che la parte aerea delle piante non venga mai a contatto con l’ambiente circostante e resti sana (proteggendoli in particolare dalla Xylella). Un rapido spostamento degli ulivi rappresenta la principale garanzia di mantenimento della buona salute degli ulivi stessi. In questo video vi raccontiamo le procedure utilizzate per la cura degli ulivi.

 

La presenza del gasdotto interferirà con la vocazione turistica del territorio. FALSO

La Puglia è la regina del turismo in Italia ed ospita già 14.000 km di gasdotti (tra alta, media e bassa pressione). Esistono già in Italia numerosi gasdotti ospitati in spiagge lungo tutto l’Adriatico che vantano riconoscimenti quali la Bandiera Blu o il premio 5 Vele. Tra le altre: Casalborsetti (RA), Bellaria/Igea Marina (RN), Porto San Giorgio (FM), Grottammare (AP). Inoltre, un chiaro esempio di compatibilità tra gasdotti e turismo è testimoniato dalla presenza di un gasdotto ad Ibiza, una delle destinazioni turistiche più note e frequentate al mondo.

L’uso della tecnica del tunnel sotterraneo per l’attraversamento della fascia costiera permette la realizzazione dell’opera senza alcuna interferenza diretta. Non ci saranno infatti mai scavi sulla spiaggia, che resterà intatta perfino in fase di costruzione dell’opera. Il tunnel sotterraneo verrà infatti realizzato attraverso un pozzo di spinta a terra (circa 700 metri alle spalle della spiaggia) e giungerà in mare a circa 800 metri dalla costa, ad una profondità di oltre 25 metri. Da lì verrà raccordato alla sezione offshore della condotta che verrà poggiata sul fondale marino. Pertanto la balneazione, le attività di pesca e quelle turistiche non subiranno alcuna conseguenza dalla costruzione e dall’esercizio dell’opera.

 

Il Terminale di Ricezione di TAP (PRT) è una centrale che produce energia. FALSO

Il terminale di ricezione non è una centrale che produce energia, ma è solo un luogo di passaggio del gas. Nel Terminale di Ricezione non vengono effettuate operazioni di trasformazione del gas né di stoccaggio, ma il gas viene misurato per la successiva immissione nella rete nazionale. Non sono previsti cicli di natura industriale e nemmeno siti di stoccaggio. Questi ultimi, infatti, necessitano di spazi e caratteristiche territoriali particolari che non possono corrispondere alle dimensioni e alla natura del PRT.

Il Terminale di Ricezione funge da centro di controllo e monitoraggio dell’intero gasdotto TAP, attivo 24 ore su 24, costituendo un ulteriore elemento di sicurezza per le popolazioni locali.

 

Il PRT produce emissioni inquinanti. FALSO

Durante le normali operazioni il Terminale di Ricezione (PRT) non produce alcun tipo di emissione in atmosfera, perchè le necessità di riscaldamento del gas sono coperte normalmente da riscaldatori elettrici. Emissioni occasionali dalle caldaie a gas sono previste solo durante eventuali fermate e ripartenze del terminale e in caso di rapide variazioni della pressione della rete. Le emissioni rilasciate possono essere considerate equivalenti, al massimo, a quelle di 96 famiglie, su base annua, pari a non più del 2% del tempo totale di funzionamento del PRT (circa 160 ore). Tutte le emissioni sono, comunque, al sotto di qualsiasi limite di legge.

Durante la fase di Valutazione d’Impatto Ambientale è stato inoltre condotto uno studio specifico della eventuale dispersione di emissioni in atmosfera, da cui è emerso che:

  • le emissioni di anidride carbonica sono tre volte al di sotto dei limiti di legge previsti;
  • gli ossidi di azoto sono al di sotto dei limiti di legge previsti;
  • l’area potenzialmente interessata da queste emissioni non interferisce con abitazioni o altri manufatti.

 

Il gasdotto causa il cancro. FALSO

Non esistono studi circa eventuali impatti dei gasdotti sulla salute. Questo dimostra che quello dell’impatto sulla salute è un problema che non si pone, proprio per l’assoluta assenza di correlazione tra gas naturale e cancerogenesi e la grande compatibilità che tali infrastrutture hanno con l’ambiente in cui si inseriscono.

Per quanto concerne il Terminale di Ricezione, possiamo offrire garanzie certe ai cittadini di Melendugno: TAP effettuerà un monitoraggio costante e trasparente delle emissioni, i cui dati saranno resi pubblici (come da prescrizioni VIA).

 

Il gas è più inquinante del carbone. FALSO

Il gas è la più pulita delle fonti fossili, TAP potrà dunque dare un contributo alla decarbonizzazione della Regione Puglia in chiave di sostenibilità, migliorandone la performance ambientale e rendendo il territorio ancora più bello e salubre. La decarbonizzazione dell’economia passa attraverso progetti concreti e immediati che non riguardano solo le infrastrutture, ma anche i trasporti, ad esempio: auto, camion, navi che possono essere alimentati a gas naturale e che danno un contributo importantissimo in termini di azzeramento delle polveri sottili, principali responsabili dell’inquinamento atmosferico. Il gas naturale può essere usato anche in tanti altri settori, ad esempio alla produzione industriale così come al condizionamento dell’aria, favorendo l’economia locale e l’industria del turismo e dando benefici significativi in termini di efficienza energetica e di salvaguardia dell’ambiente. Il tutto, a fronte della situazione paradossale che vive la Puglia stessa: prima per energie rinnovabili, ma prima anche per emissioni di CO2 pro capite. Il gas è, dunque, la soluzione ideale per spiazzare il carbone e ridurre l’inquinamento atmosferico che affligge la regione, supportando eolico e solare che sono intermittenti per loro natura.

 

TAP sarà un’infrastruttura rumorosa. FALSO

Il Decreto VIA impone a TAP di presentare un Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) coordinato con la Regione Puglia. Il PMA individuerà tutte le criticità ambientali, proponendo le azioni necessarie per il loro monitoraggio e per la minimizzazione dei possibili impatti.

Sempre come previsto dal Ministero dell’Ambiente, TAP ha predisposto un sistema di monitoraggio ambientale, in accordo con ARPA Puglia. Questo riporta anche le azioni da intraprendere in caso di superamento dei limiti, il numero e la posizione delle centraline di controllo.

 

La progettazione di TAP ha seguito i migliori standard possibili in termini di sicurezza. VERO

Durante la fase di progettazione, TAP ha adottato le più moderne procedure e metodologie per individuare, analizzare, mitigare e prevenire i pericoli, in particolare:

  • Studi di sicurezza (Hazid, Hazop)
  • Analisi di rischio (QRA)
  • Tecniche di riduzione del rischio (ALARP)

Progettazione:

  • Codici internazionali e nazionali (DM 17042008)
  • Scelta dei materiali e dei margini di sicurezza
  • Scelta del tracciato e analisi del rischio
  • Distanze di sicurezza e servitù

Costruzione:

  • Controllo qualità dei fornitori
  • Personale specializzato, procedure e supervisione
  • Prova idraulica
  • Profondità di interramento

TAP ha fatto tutto il possibile per dialogare con il territorio. VERO

TAP è impegnata a dialogare con il territorio e ad esso non si è mai sottratta, svolgendo molteplici attività di informazione e comunicazione. Sono stati, infatti, messi in campo tutti gli strumenti ritenuti opportuni e idonei a un sempre maggiore coinvolgimento delle comunità locali interessate. TAP ha da sempre cercato un dialogo aperto e trasparente con tutte le istituzioni e la cittadinanza coinvolte dal progetto, questo è testimoniato dagli oltre 1000 incontri effettuati sul territorio con tutte le parti interessate, dal 2013 ad oggi.

Tra questi, purtroppo, non è possibile annoverare incontri con l’Amministrazione Comunale di Melendugno che TAP ha sempre cercato per un confronto serio, duraturo e costruttivo sul progetto.

Tutte le fasi del complesso procedimento VIA, compresi la conferenza dei servizi e i tavoli di conciliazione presso La Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno costituito occasioni significative per esprimere proposte alternative e modifiche da parte della Regione e dei Comuni del territorio. Tuttavia, nessuna alternativa formale condivisa è stata espressa in queste sedi e la scelta di San Foca, come miglior approdo dal punto di vista ambientale, è stato confermato dal Ministero dell’Ambiente nel Decreto di Compatibilità Ambientale.

TAP desidera esercitare un ruolo attivo nella crescita del territorio di cui si sente già parte e di cui farà parte per almeno 50 anni, per lo sviluppo delle sue grandi potenzialità negli ambiti del turismo, dell’ambiente, dell’agricoltura e del sociale.

 

L’approdo a Brindisi ha un impatto ambientale superiore a San Foca. VERO

Qui di seguito riepiloghiamo le principali criticità rilevate sull’eventuale punto di approdo a Brindisi:

  1. Corridoio di Brindisi Nord (a Nord dell’imboccatura del porto naturale): interferenze con i coni di atterraggio e decollo dell’aeroporto civile e militare di Brindisi, estrema fragilità geomorfologica (presenza di falesia), diffusa urbanizzazione del territorio;
  2. Corridoio di Brindisi Sud (a Sud dell’imboccatura del porto): interferenze con l’area dell’ex petrolchimico, Sito di Interesse Nazionale per gli alti livelli di inquinamento del suolo, moltiplicazione dei fattori di rischio di incidente rilevante per la compresenza di attività industriali del settore chimico ed energetico; presenza a mare di aree protette (estesa prateria di Posidonia Oceanica, riconosciuto Sito di interesse Comunitario, rete Natura 2000).

Nel dicembre 2015, su espressa richiesta della Regione Puglia, TAP ha condotto uno studio su un punto di approdo a sud del Petrolchimico di Brindisi indicato dai tecnici regionali a circa 150 metri da uno dei punti già studiati in precedenza da TAP (cfr. punto 2.): lo studio ha dimostrato il significativo aggravio dell’impatto ambientale rispetto a San Foca in ragione della richiesta/necessità di scavalcare la estesa prateria di Posidonia Oceanica mediante microtunnel di lunghezza non convenzionale (superiore ai 5,5 km) che richiederebbe la realizzazione di 4-5 pozzi stagni, in mare, con conseguente rilascio di fanghi) e della indicata localizzazione del Terminale di Ricezione in area interessata da progetto regionale di messa in sicurezza di un sito inquinato (ex discarica di rifiuti chimici del Petrolchimico in località Micorosa).

 

Il punto di approdo può essere spostato senza conseguenze. FALSO

Il progetto del gasdotto non può essere più modificato. La soluzione individuata, come evidenziato nell’analisi delle alternative effettuate in fase di Valutazione di Impatto Ambientale, è la migliore possibile. Ripartire con l’iter autorizzativo significherebbe tornare indietro di oltre quattro anni, impedendo al gas di arrivare in Italia nei tempi stabiliti (inizio 2020) e non consentendo al Paese di rafforzare la propria sicurezza energetica.

 

Il gas di TAP è indispensabile per l’Italia. VERO

L’Italia dipende per circa il 90% dei consumi di gas naturale dalle importazioni. Aggiungere una nuova fonte e una nuova rotta a quelle attualmente esistenti (Russia, Algeria, Libia, Olanda e Norvegia) consentirebbe di rafforzare significativamente la sicurezza dei nostri approvvigionamenti e di diversificare ulteriormente le fonti di fornitura. I consumi di gas in Italia sono tornati a crescere con continuità: nel 2017 abbiamo raggiunto i 75 miliardi di mc. Il primo semestre del 2017 aveva segnato un +17,3% rispetto allo stesso periodo del 2016 e si registra un trend di continua crescita dei consumi. L’uscita dalla crisi economica farà prevedibilmente continuare questa tendenza. E nel prossimo futuro (entro il 2020) scadranno contratti di fornitura (con l’Algeria, l’Olanda e la Russia) per circa 35 miliardi di metri cubi all’anno. Perciò l’arrivo sul mercato italiano ed europeo del gas del Mar Caspio - una nuova fonte di approvvigionamento attraverso una nuova rotta - è particolarmente utile e tempestivo. E potrà avere anche un benefico effetto sui prezzi, aumentando la concorrenza tra fonti e abbattendo i costi di logistica.

 

TAP trasporta gas che non si ferma in Italia. FALSO

Il gas in arrivo in Italia attraverso TAP viene immesso nella rete nazionale dei gasdotti e, come tutto il gas che arriva in Italia dagli altri Paesi, serve innanzitutto per fornire energia pulita e a costi contenuti a imprese e famiglie italiane. La possibilità di esportare quantitativi di gas – non necessariamente provenienti da TAP - attraverso il cosiddetto reverse flow ai confini con Austria e Svizzera in realtà trasforma il nostro Paese da mero territorio di consumo a crocevia dei transiti, consentendo di abbattere i prezzi della materia prima grazie all’abbattimento dei costi di logistica.

 

Il microtunnel ha problemi di stabilità. FALSO

Il tratto a terra ed a mare del microtunnel è stato soggetto ad analisi e studi approfonditi, da cui risulta che i terreni attraversati dal microtunnel sono costituiti principalmente da sabbie e sabbie limose da addensate a debolmente cementate. Tali terreni sono ottimali per la costruzione dell’opera. In particolare, i terreni attraversati sono stati valutati dal punto di vista geologico stabili e non cedevoli e non permettono perciò il movimento relativo tra i conci installati, garantendo la stabilita complessiva dell’opera.

Sono state in ogni caso effettuate verifiche di dettaglio, di tipo statico e di tipo dinamico. Per quanto riguarda le analisi di tipo dinamico sono state svolte verifiche della risposta del microtunnel allo scuotimento sismico lungo il suo asse e trasversalmente ad esso, adottando tempi di ritorno più conservativi rispetto a quanto richiesto dalla vigente normativa italiana (NTC 2008).

Sono state effettuate verifiche di liquefazione dei suoli in condizioni sismiche. I risultati delle verifiche eseguite mostrano che i terreni attraversati, sottoposti alle azioni sismiche di progetto, non sono suscettibili a liquefazione. Pertanto i terreni non saranno soggetti a perdita di resistenza.

L’opera non sarà soggetta a sprofondamento. Per quanto riguarda le capacità portanti del terreno si consideri che il peso del terreno rimosso durante lo scavo è maggiore rispetto al peso del microtunnel in tutte le condizioni (durante la costruzione ed in fase di esercizio). L’opera, quindi, in tutte le condizioni di posa, risulta più “leggera” rispetto al volume di terreno che va a sostituire e non comporta un aggravio in termini di carico sui terreni sui quali poggia.

L’opera non è soggetta a galleggiamento. Inoltre al fine di garantire coefficienti di sicurezza elevati e la massima garanzia di stabilità dell’opera  in fase  di costruzione,  i conci del microtunnel nella sua parte terminale (verso l’uscita a mare), in cui le coperture risultano inferiori, saranno opportunamente appesantiti e connessi tra loro con speciali serraggi.

 

Un microtunnel così lungo (1540 metri) è facilmente realizzabile. VERO

La metodologia microtunnel è nata sul finire degli anni ottanta ed ha subito un costante aggiornamento tecnologico che la rendono tra le più affidabili in assoluto nell’ambito dello scavo dei tunnel di piccolo e medio diametro (fino a 3.4 metri) e per lunghezze superiori ai due chilometri.

In particolare, questa tecnologia consente il controllo da remoto del sistema di guida della fresa e sistemi di allineamento laser per la direzionalità dello scavo.

Esistono numerosi esempi (in Italia e nel mondo) di microtunnel realizzati simili per caratteristiche a quello TAP.