Qualche chiarimento sul processo di acquisizione dei terreni per la realizzazione del gasdotto TAP a Melendugno. Skip to main content

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Qualche chiarimento sul processo di acquisizione dei terreni per la realizzazione del gasdotto TAP a Melendugno.

16 settembre 2015

Pubblichiamo qualche chiarimento sul processo di acquisizione dei terreni in agro di Melendugno per la posa del tubo del gasdotto Tap. È una materia molto tecnica, che però si presta a semplificazioni fuorvianti, come sempre accade quando si parla di denaro. Desideriamo innanzitutto sgomberare il campo da una inesattezza grave: non è assolutamente vero che sarà impossibile coltivare piante ad alto fusto per una fascia di 40 metri di larghezza.

Quanto invece alle trattative in corso con i proprietari delle circa cento particelle catastali interessate dal progetto del gasdotto (si tratta in tutto di circa duecento persone e con circa la metà di essi si è assai prossimi alla definizione), si tratta di un’attività volta ad assicurare tre diverse tipologie di  acquisizione dei diritti sui terreni:

1) Occupazione temporanea di aree necessarie alla realizzazione del gasdotto e delle opere ad esso correlate. TAP necessiterà essenzialmente dell’accesso temporaneo ai luoghi entro la pista di lavoro del gasdotto, che misurerà fino ad un massimo di 18 metri di larghezza e di un’area per il cantiere di costruzione del microtunnel.  In questo caso, l’occupazione dei terreni sarà soltanto temporanea e i fondi torneranno nella piena disponibilità dei proprietari terrieri una volta terminati i lavori di realizzazione del gasdotto e di ripristino dello stato dei luoghi. Nelle aree occupate temporaneamente, gli alberi o colture che dovessero essere rimossi in fase di costruzione verranno ripiantati e ripristinati a fine lavori, senza lasciare alcuna cicatrice sul territorio. Per l’occupazione temporanea, naturalmente TAP pagherà una percentuale del valore di mercato del bene (proprio perché l’occupazione è temporanea, stesso meccanismo di una locazione), questo “affitto” corrisponde ad un dodicesimo del valore del bene per ogni anno di occupazione. Inoltre ogni danno di natura agricola, come la mancata produzione per il periodo di occupazione e di ripresa delle piante dopo il rimpianto, sarà indennizzata al valore di mercato dei mancati raccolti.

2) Asservimento di una fascia di rispetto dalla condotta in ottemperanza delle previsioni di legge cogenti. La legge prevede che venga istituita una fascia di rispetto di non edificabilità dal gasdotto (20 metri a destra e 20 metri a sinistra della condotta, per una fascia complessiva di 40 m). Il vincolo dovrà essere mantenuto per tutta la fase operativa del gasdotto.  Nella fascia di rispetto sarà comunque possibile svolgere normali attività agricole e di coltivazione durante tutto l’esercizio del gasdotto. Anche in questo secondo caso, il proprietario del fondo manterrà la titolarità dei diritti sul terreno. In questo caso, TAP pagherà una percentuale del valore di mercato del bene, crescente in funzione della prossimità con il percorso della tubazione, dal 12,5% delle aree comprese tra 40 e 4 metri dal tubo, al 25% di quelle comprese tra 4 e 0,5 metri dal tubo, al 100% del metro direttamente soprastante il tubo).

3) Acquisto dei fondi per la realizzazione degli impianti fuori terra asserviti al gasdotto. Questa opzione si applica alle sole aree destinate ad ospitare il Terminale di Ricezione, la Valvola di Intercettazione e le strade di accesso permanenti, in questo caso TAP acquisirà la piena titolarità del fondo all’intero valore di mercato oltre alle indennità previste per i coltivatori diretti e i conduttori dei fondi.

In ogni caso, l’acquisizione dei diritti sui terreni variamente interessati alla costruzione del gasdotto (sui quali, ricordiamo grava un vincolo preordinato all’esproprio), dovrà avvenire in tempo utile per consentire l’apertura dei cantieri secondo il programma lavori che prevede l'avvio di attività preparatorie già negli ultimi mesi di quest'anno.