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La spiaggia di San Basilio non sarà toccata, gli ulivi saranno reimpiantati: dal sindaco Potì ancora informazioni non corrette e allarmistiche su Tap

21 aprile 2015

Nella seduta del consiglio comunale dello scorso 17 aprile, il sindaco di Melendugno Marco Potì è tornato a fare affermazioni non corrette e allarmistiche sul gasdotto TAP e sull’impatto che la sua costruzione avrebbe sull’ambente e sull’economia di Melendugno e delle sue marine. 

Tali affermazioni, rese di fronte al più alto consesso democratico della comunità e rilanciate anche dai media (la videoregistrazione integrale dell’intervento del sindaco è reperibile a questo indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=EV9wCecUoZs) hanno destato in alcuni preoccupazioni tanto comprensibili quanto infondate e numerose richieste di chiarimento a TAP.

E dunque: non è vero che “sulla spiaggia di San Basilio non si potrà più fare attività”, poiché come più volte spiegato, grazie alle tecniche costruttive del tratto che interessa l’approdo, la spiaggia non sarà toccata e resterà pienamente a disposizione dei cittadini. Per quanto riguarda lo specchio d’acqua antistante San Basilio, le caratteristiche del progetto non prevedono limitazioni alla pesca o alla navigazione e all’attracco di imbarcazioni da pesca e da diporto.

Quanto alla “mutazione genetica” del territorio salentino che deriverebbe dall’espianto degli ulivi lungo il percorso del gasdotto, si rammenta che è in corso nell’area il censimento e la geolocalizzazione degli alberi, un’attività volta a garantire, a massima tutela del ripristino del paesaggio, il reimpianto nella loro posizione originaria degli ulivi, che sarà necessario temporaneamente rimuovere durante i lavori. Altrettanto non corrette sono le informazioni riportate dal Sindaco, in relazione agli ulivi, a “una fascia di rispetto o di sicurezza di 40 metri o 60 metri”: la fascia di rispetto infatti è di 20 metri per lato e definisce l’area nella quale sarà vietata soltanto la costruzione di edifici (incidentalmente, un’ulteriore tutela del paesaggio). 

Quanto infine al presunto “effetto devastante” delle emissioni del terminale di ricezione, si tratta della ennesima ripetizione di un’informazione non corretta e falsa. TAP ribadisce che nel suo funzionamento ordinario il PRT non produrrà emissioni in atmosfera. Le uniche emissioni previste, prodotte occasionalmente (e comunque per non oltre un massimo di 160 ore all’anno) saranno equivalenti a quelle prodotte da 96  caldaie domestiche di Melendugno in un anno.

TAP conferma il suo impegno a fornire in modo trasparente informazioni corrette sul progetto, con particolare riferimento alla sua sicurezza, anche per mezzo di una campagna informativa in corso in questi giorni.