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“Basta giochini elettorali” Intervista a Giampaolo Russo su Il Nuovo Quotidiano di Puglia.

16 febbraio 2015

Giampaolo Russo dice basta ai tatticismi elettorali: “dal 2011 l’assessore non ha mai avuto tempo di incontrarci.”

Giampaolo Russo, amministratore delegato Tap: Vi aspettavate la mossa a sorpresa della Regione che ha proposto al governo tre siti alternativi rispetto a San Foca?

“Tap non si presta a strumentalizzazioni politico-elettorali. La mossa a sorpresa non risponde certo al principio di leale collaborazione sia tra amministrazioni dello Stato e sia nei nostri confronti. L'approccio, quando si presenta un progetto, non può essere quello verso un nemico da abbattere. Dal 2011 chiediamo appuntamenti all'assessorato all'Ambiente, ma abbiamo ricevuto lettere formali in cui si dice che l'assessore non ha tempo, né ora né mai, per un incontro... e così diventa complicato. Ma al di là di tutto, la Regione aveva vari spazi per approfondire l'argomento.”

 

Intanto però la Regione ha emesso due distinti pareri negativi su San Foca.

“Il primo, che risale al 2012, è stato emesso in una fase in cui erano sospesi i termini del progetto, e dunque tecnicamente non poteva emettere alcun parere. Quello del 2014 arriva invece dopo poche ore di riunione di un Comitato Via costituito pochi giorni prima. Ma in entrambi i pareri non c'è alcun riferimento all'inidoneità di San Foca.”

 

Però nel secondo parere viene chiesto un approfondimento dei siti alternativi, e in nuce si intravede anche l'ipotesi Lendinuso.

“Certo, ma emerge soprattutto il tema del rapporto tra il nostro progetto e la rete Snam gas, che curiosamente non viene mai fuori quando si parla del progetto Igi Poseidon a Otranto, che ha 25 chilometri in più di rete Snam. La Regione, peraltro, in alcuni casi ha preso pubblicamente impegno a formare un tavolo di confronto, e non lo ha mai fatto. Tap ha anche suggerito un confronto di Regione e Comuni con le altre località italiane "Bandiera blu" e siti di gasdotto, ma non c'è mai stata risposta. C'è una patologia nei rapporti: se c'è la volontà di trovare una soluzione non si aspetta l'ultimo minuto, a ridosso delle elezioni.”

 

Ora però ritorna alla ribalta Lendinuso, sito da voi valutato inizialmente. Perché adesso andrebbe scartato?

“Su Lendinuso erano state fatte delle valutazioni formali, ma è un sito su cui erano sorti problemi circa l'attraversamento marittimo. Perché va precisato un aspetto: Tap non ha motivi particolari per andare o non andare in questo o quel sito. E la Regione, che proprio sul tema della localizzazione aveva chiesto delle integrazioni, le ha avute in sede di Via nazionale, a cui però non ha mai partecipato. Mentre la Commissione Via ha valutato gli approfondimenti e confermato che il sito di San Foca è il migliore. Ecco perché parlo di sapore elettorale, adesso. E non vogliamo essere strumento di tatticismi: Tap è un progetto su cui ci sono stati impegni importanti, che ha soprattutto ottenuto una Via positiva e che per la prima volta nella storia delle Via prevede 50 pagine di valutazioni sulle alternative. La Commissione ha valutato gli altri siti, tutti però con un impatto ambientale maggiore”.

 

Voi siete disposti a valutare però un nuovo sito di approdo? E a quali condizioni?

“Beh, ma per tutti e tre i siti indicati non mi sembra che la Regione possa portare delle disponibilità di massima dei territori. Il sindaco di Brindisi ha già detto no, Torchiarolo ha espresso parere contrario con una delibera, a Squinzano c'è il sindaco che parla di conversione a gas della centrale di Cerano, ma è un'idea del tutto fuori dal progetto.”

 

Non è solo una questione di localizzazione: vi viene contestata anche la mancata adozione delle misure idonee a prevenire gli incidenti rilevanti, come da legge Seveso.

“In Europa non c'è un solo terminale di ricezione sottoposto a legge Seveso: è stato chiesto un parere alla Commissione europea che ci ha confermato che per impianti come il nostro, non inseriti in una zona industriale, senza rischi di effetto domino, non va applicata la Seveso. Perché dobbiamo essere gli unici?”

 

Ma le perplessità sui siti alternativi sono allora legate a cosa? Alla tempistica?

“Sì, perché è troppo tardi. Spostare il sito equivale a due anni in più: significa rifare tutti i sondaggi a mare e a terra, poi presentare una nuova documentazione per la Via, riaprire i termini per le osservazioni e per la delibera della Regione. E due anni, oggi, non ci sono più.”

 

Quindi cosa direte mercoledì a Roma?

“Il proponente di fatto non è il soggetto principe della procedura alla presidenza del Consiglio: la procedura è focalizzata sul rapporto tra amministrazioni dissenzienti e consenzienti, Tap è solo spettatrice. In sostanza se la presidenza del Consiglio si convince della bontà delle posizioni della Regione, si chiude il tutto, si va in Consiglio dei ministri e ci viene chiesto se noi ci stiamo ad andare da un'altra parte o no. Solo in quel momento avremo tempo e ragioneremo.”

 

I due anni in più metterebbero a rischio l'arrivo del gas azero in Italia?

“Lo valuterà il Consiglio di amministrazione, eventualmente. Ma direi più sì che no. Al momento sono stati già perforati 26 pozzi d'estrazione in Azerbaijan, Tanap è in fase di costruzione, prima dell'estate partono i lavori Albania, e noi siamo fermi perché San Foca non vuole l'opera? Non è una mancanza di rispetto, ma semplicemente il problema non è ambientale.”

 

Lei parlava delle opposizioni delle comunità coinvolte dalle ipotesi alternative, ma avete già sondato il terreno?

“Abbiamo fatto alcuni incontri in passato con alcuni amministratori, ma abbiamo fatto soprattutto sondaggi su San Foca, sondaggi che oggi ci parlano di una maggioranza affatto contraria.”

 

Intervista su Il Nuovo Quotidiano di Puglia ed. Brindisi del 15/02/2015.