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Making History: I miei cinque anni con TAP

03 febbraio 2015

Nel momento in cui Kjetil Tungland passa le consegne al suo successore, abbiamo chiesto all’ex amministratore delegato di Tap di fare un bilancio dei suoi cinque anni alla guida dell’azienda, ricchi di successi a partire dallo storico momento del  giugno 2013, quando TAP è stata selezionata come il gasdotto che trasporterà il gas di Shah Deniz II ai mercati europei.

Guardando indietro, che cosa ha significato per lei il ruolo di amministratore delegato di TAP?

Lavorare con un team fantastico di professionisti provenienti da più di 25 nazioni è un’esperienza che capita una volta nella vita. La mia sfida è stata quella di essere degno del privilegio di guidare questa squadra e in aggiunta cercare di tracciare il percorso verso il successo.

Il progetto TAP è veramente la Storia che accade sotto i nostri occhi. Si tratta di un collegamento fondamentale nel corridoio meridionale del gas e un elemento chiave nella creazione di una nuova via dell’energia per trasportare nuove forniture di gas verso l'Europa. Come tale, è stato uno dei più emozionanti e impegnativi incarichi nella mia carriera.  Essendo un progetto complesso con tante sfaccettature, sfide e interessi, mi ha permesso di acquisire enormi  conoscenze sia a livello commerciale e tecnico, ma anche in termini di scelte strategiche e interessi politici che tanti attori importanti hanno nel progetto.

È stato sicuramente un percorso di apprendimento. Ho imparato molto dai miei straordinari colleghi nei nostri diversi reparti e nelle sedi che abbiamo nei paesi attraversati dal gasdotto. Questo sicuramente mi ha permesso di crescere come persona e come leader.

Qual è la lezione più preziosa degli ultimi cinque anni?

Che i risultati possono essere colti solo con collaboratori responsabilizzati e impegnati su una chiara strategia aziendale. Ci sono stati parecchi risultati - soprattutto nella fase di selezione da parte del consorzio  Shah Deniz - e TAP è riuscita a coglierli proprio perché si è lavorato con un'ambizione comune e un obiettivo in mente.

Se dovesse scegliere un momento memorabile dei suoi anni in TAP?

Non capita tutti i giorni che il progetto a cui lavori sia selezionato come parte di una delle catene di valore più complesse e strategiche in tutto il mondo nel settore dell’energia. A giugno 2013 abbiamo ottenuto un riconoscimento meritato per il duro lavoro e gli sforzi del nostro team. Tuttavia, dopo aver festeggiato per un po’, abbiamo colto anche che quel riconoscimento significava che un nuovo e ancora più impegnativo viaggio iniziava: la fase di esecuzione del progetto.

Nel complesso, c’è qualcosa di cui si sente particolarmente fiero?

Nel 2010 TAP era un progetto che muoveva i primi passi; oggi è un'organizzazione efficiente e consolidata, ben attrezzata per realizzare il gasdotto. Sono contento di questa evoluzione e di quello che TAP è attualmente: il progetto rispetta i tempi programmati, l’acquisizione di beni e sevizi è ben avviata con numerose gare avviate entro la fine del 2014; il processo di acquisizione o di accesso ai terreni lungo il percorso è avviato, le valutazioni di impatto ambientale e sociale sono state approvate in tutti e tre i paesi ospitanti.

Inoltre, non posso fare a meno di sentirmi orgoglioso della cultura aziendale che siamo riusciti a costruire in TAP e del nostro impegno valoriale per l’eccellenza, le persone, l'integrità e la responsabilità.

Che consiglio si sente di dare al nuovo amministratore delegato Ian Bradshaw?

A fronte dei nostri costanti progressi, ci sono sempre nuovi problemi emergenti. C'è una grande sfida davanti all’azienda, quella della costruzione di una condotta di 870 chilometri, che coinvolge più di 55.000 persone tra proprietari e utilizzatori dei terreni e attraversa tre paesi.

Io credo che Ian sia la persona giusta per guidare l’azienda in quella che sarà una fase molto intensa e impegnativa. Ha decenni di esperienza in grandi progetti e ha competenze. La sua conoscenza del settore e il suo stile di leadership sono eccezionali; gli auguro ogni successo nel suo nuovo incarico.

C'è un ultimo messaggio che vuole dare?

Voglio ringraziare il Consiglio di TAP e i nostri azionisti, senza dimenticare i governi dei loro paesi e quelli dei paesi ospitanti. Da ultimo ma non meno importante, vorrei augurare a tutta la squadra di TAP fortuna e successo in questa nuova fase di attuazione del progetto. Li ringrazio tutti per la loro dedizione, per il loro lavoro e per la loro amicizia. È stato un onore e un piacere!

E ricordate, c'è solo un modo per costruire qualcosa come TAP: passo dopo passo.