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Guardiamo al futuro, cercando di costruire un successo. Intervista a Ian Bradshaw, Managing Director TAP AG.

03 febbraio 2015

Dal 1 febbraio 2015, Ian Bradshaw è il nuovo Amministratore Delegato di TAP. "Sono felice che Ian sia stato assunto per guidare il progetto TAP nella sua successiva ed importante fase di sviluppo, mentre ci prepariamo per la costruzione del gasdotto, a partire dal 2016," ha dichiarato Andy Lane, Presidente del Consiglio di Amministrazione di TAP. "Ian ha una ricchezza di esperienza progettuale nel campo petrolio e gas, che sarà una grande risorsa per far avanzare il progetto e portarlo a compimento." 

Abbiamo chiesto a Bradshaw, appena insediato nel suo nuovo ruolo, quali sono le sue opinioni, le sfide future, e le sue priorità alla guida del progetto. 

Quali sono le sue credenziali per questo ruolo?

In oltre 30 anni di esperienza nel settore petrolio e gas, ho rivestito una varietà di ruoli chiave nella definizione di una gamma di accordi commerciali e di progetti tecnici in diverse aree geografiche e contesti culturali. Nei miei ruoli precedenti ho avuto già responsabilità paragonabili in termini di grandezza, complessità e velocità di sviluppo e mi auguro che queste esperienze siano state una buona preparazione per la nuova posizione alla guida del progetto TAP, che entra nella fase di costruzione.

Cosa l’ha spinta verso TAP?

TAP è un progetto di notevole importanza sociale, non solo per i cittadini europei, ai quali TAP garantirà una concreta diversificazione di fonti di approvvigionamento di gas, ma anche per la nazione produttrice, l'Azerbaigian, e per tutti i paesi di transito dei diversi gasdotti che comporranno il Corridoio Meridionale, TAP, TANAP e SCP: l'Italia, l’Albania, la Grecia, la Turchia e la Georgia. TAP è quindi un collegamento vitale in una catena del valore complessa e strategica, che darà un contributo fondamentale per garantire e diversificare il futuro energetico dell'Europa. Porterà nuove fonti di gas in Europa, aumenterà la concorrenza in diversi mercati, e aprirà un nuovo percorso di cui beneficeranno i paesi del Sud Est Europa. Ma TAP è anche una sfida multiforme e multi-culturale e questi incarichi complessi mi hanno da sempre affascinato e spronato a dare il meglio.

Quali sono i suoi obiettivi in questo nuovo ruolo?

Il mio obiettivo principale è quello di continuare l'ottimo lavoro che ha svolto Kjetil Tungland finora e mantenere lo slancio in modo da poter portare a compimento il progetto del gasdotto nel rispetto dei quadri normativi e regolatori dei paesi ospitanti interessati, di tutte le norme tecniche internazionali pertinenti, di un budget concordato con i nostri azionisti; un gasdotto che sia pronto a ricevere e trasportare il primo gas da Shah Deniz II nel 2020. E mentre il progetto si prepara a questa nuova fase di costruzione, ritengo indispensabile che venga potenziato e migliorato il lavoro a stretto contatto con gli stakeholder delle aree interessate, nonché le operazioni di coordinamento con i nostri appaltatori e sub-appaltatori, garantendo un avvio sicuro, efficiente ed efficace dei lavori.  

E quali le priorità a breve termine?

Dopo un passaggio di consegne dettagliato con Kjetil Tungland, che vorrei ringraziare personalmente, incontrerò tutti i dipartimenti aziendali, per conoscerne in maniera approfondita la storia, i successi e le sfide che li attendono, per conoscere al completo la squadra di TAP.

Ho anche intenzione di incontrare i team di tutti gli uffici TAP presenti nei paesi interessati dal gasdotto, perciò visiterò ciascuna delle nostre sedi nei miei primi 60 giorni in questa nuova posizione. Per me ora la priorità è quella di concentrarsi utilizzando ogni minuto di questo anno per  preparare il terreno per l’avvio della costruzione del gasdotto nel 2016. Questo significherà acquisire tutti i necessari permessi e autorizzazioni, garantirsi la solidità tecnica di tutti i nostri progetti, l’acquisto dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione dell’opera, e la definizione dei principali contratti di appalto.

Inoltre, dovremo definire alcuni contratti accessori e preparatori importanti come quelli relativi alle strade e ai ponti che abbiamo bisogno di costruire o riqualificare entro l’anno in Albania. In seguito avremo bisogno di coinvolgere operativamente imprese e subappaltatori che lavoreranno con noi sul progetto, assicurando che abbiano qualifiche e formazione adeguate, in grado di soddisfare gli elevati standard di TAP in tema di salute, sicurezza e conformità alle leggi e alle buone pratiche.

Quale sarà la sfida più grande?

Assicurarsi che, io in primo luogo, e con me tutto il team alla guida di TAP, sia sempre in grado di individuare tutti i possibili rischi e opportunità, durante tutta la durata del progetto.

Per ogni potenziale rischio dobbiamo essere in grado di porre in essere rapidamente adeguate misure di mitigazione, prima di tutto per adempiere le nostre responsabilità legali e normative, ma anche per assicurarci la tutela e la sicurezza del nostro personale, degli appaltatori e dei subappaltatori in tutte le fasi del progetto.

Dobbiamo inoltre assicurarci di valutare attentamente ogni occasione e le lezioni apprese durante il percorso, per evitare di compiacerci delle nostre pratiche di lavoro e cercare invece di migliorare costantemente nelle nostre attività.

Qual è la sua ricetta per il successo?

Non sono sicuro che si tratti di una ricetta, e se aveste mai assaggiato la mia cucina, capireste perché non mi trovo a mio agio con questa metafora, ma credo che come guida dell’azienda ci siano cinque grandi responsabilità che ho nei confronti della nostra squadra.

Prima di tutto, la visione deve essere chiara, non solo la visione di alto livello, ma la chiarezza di intenti e di obiettivi di ogni dipartimento e funzione.

In secondo luogo, un forte impegno nei confronti di tutti coloro che lavorano in Tap e con Tap perché questa visione sia comunicata a tutti chiaramente e ripetutamente  per far sì che si lavori tutti insieme con un unico obiettivo comune.

In terzo luogo, la leadership del progetto deve costruire con responsabilità tutte le relazioni e le intese necessarie allo sviluppo del progetto con i paesi interessati dal passaggio del gasdotto, con i nostri fornitori e subappaltatori e con tutti gli altri partner a livello internazionale che sono fondamentali per la realizzazione dell’opera.

Poi, l’impegno per assicurare che tutti siano motivati a concentrarsi sulla realizzazione in sicurezza del progetto, immaginando anche di essere fonte di ispirazione per ottenere un costante miglioramento della qualità.

Infine, sentirò di aver soddisfatto il mio compito alla guida dell’azienda se lungo il percorso avrò contribuito a promuovere nuovi leader, a far emergere nuove risorse manageriali. Quindi, se vogliamo restare nella metafora della ricetta, possiamo dire che gli ingredienti sono: visione, comunicazione, relazioni, inspirazione e motivazione, sviluppo di ruoli di responsabilità.

In aggiunta a queste sfide, ci sono anche alcune aree critiche della gestione generale che come squadra dobbiamo cercare di semplificare. Non ultima la necessità di valutare costantemente il nostro operato rispetto ai piani e alle previsioni, compreso il concentrarci sulle giuste priorità riconoscendo gli ostacoli da superare. L'esperienza mi ha insegnato il valore di una gestione efficace, del monitoraggio, della misurazione dei risultati e della discussione costante dei progressi fatti, e sia io che il team nel suo complesso saremo fedeli a questo credo.

Un messaggio per gli stakeholder di TAP?

TAP continuerà a tenere fede ai suoi impegni per la salvaguardia dell'ambiente e la tutela delle comunità locali, così come per la salute e la sicurezza. Rimaniamo impegnati ad agire in modo trasparente, responsabile ed efficiente nella costruzione di un gasdotto sicuro che servirà i mercati per i decenni a venire.

Qual è l’aspetto più stimolante di questo nuovo ruolo?

Prima di tutto, lavorare con un team di talento che ha già dimostrato il suo impegno nelle fasi di progettazione, autorizzazione e di sviluppo. Inoltre, conoscere i nostri interlocutori chiave in Grecia, Italia e Albania, per cogliere l’energia che essi possono mettere a sostegno di TAP e le loro attese circa il modo in cui adempiremo le nostre responsabilità nella fase di costruzione.