Vogliamo sostenere lo sviluppo del territorio – Intervista su Nuovo Quotidiano di Puglia. Skip to main content

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Vogliamo sostenere lo sviluppo del territorio – Intervista su Nuovo Quotidiano di Puglia.

09 ottobre 2014

Faremo di tutto per avere un rapporto positivo con il territorio, in cui resteremo per almeno cinquant'anni. 

A Tap c'è chi contesta di portare poche ricadute economiche a fronte dei danni sul territorio, con cui invece cercate instancabilmente un dialogo: c'è chi dice che “cercate il consenso”.

Il territorio non è solo chi dice no al gasdotto. E a chi sospetta che chiameremo aziende estere per scavare trincee e costruire muri, rispondo che nel locale esistono aziende perfettamente in grado di svolgere i lavori e le ricadute sono state quantificate per circa 80milioni di euro l'anno in fase di costruzione e di 4 milioni l'anno in fase operativa, tra tasse, posti di lavoro (30) e indotto.

 

Ma voi ora puntate anche a un sistema di ristoro che in qualche modo metta tutti d'accordo.

Noi abbiamo intenzione di avere un rapporto positivo con il territorio, dove Tap resterà per almeno cinquant'anni. E quindi ci siamo chiesti senza alcun mistero quale potesse essere il modo migliore per attenuare i disagi che la presenza dell'approdo crea alle comunità locali, realizzando al contempo qualcosa di nuovo e utile per il Salento.

 

Parlaste di un contributo per la lotta all'erosione. Poi cosa ne è stato?

Non è escluso ma se per il territorio sarà più importante, ad esempio il recupero di Roca e la bonifica delle campagne dall'amianto che abbiamo rilevato durante i sondaggi, saremo pronti a parlare del rilancio della zona.

 

Crede che questo possa bastare?

Io non faccio l'operatore turistico. Nel confronto con il settore sono venute fuori alcune idee e criticità: un'altra di queste sono i trasporti e la gestione dell'accoglienza, si pensava ad esempio ad un sistema centralizzato per le prenotazioni turistiche nell'area e a collegarla meglio.

 

Farete una navetta Tap dall'aeroporto? 

Perché no, se ci si mette attorno a un tavolo si possono vagliare le soluzioni più utili per tutti.

 

E per la pesca, invece?

Una delle criticità evidenziate è il cosiddetto “sforzo di pesca”: stiamo ragionando su un progetto di acquacultura, che potrebbe integrare a valle la coltura di altre specie, per ora non voglio svelare di più perché si tratta di una sperimentazione dell'Università, del Salento ma potrebbe essere molto interessante.

 

Nonostante il no delle amministrazione, andate avanti, insomma...

Guardi, noi non intendiamo smentire nessuno, ma una Via è una procedura complessa che non consente di cambiare sito da un momento all'altro.

 

Certo, ma l'apertura a un'altra localizzazione c'è stata

Non metto in dubbio le parole dei sindaci, dico però che l'ascolto da parte del premier potrebbe essere stato interpretato in maniera più possibilista di quanto non fosse.

 

Eppure Renzi ha chiesto al viceministro De Vincenti di occuparsene

Certo, infatti lo sta facendo e ha anche recentemente ribadito, ancora una volta, che la localizzazione è quella.

 

Ha detto di rispettare il tavolo regionale che cerca un'alternativa...

Quello sempre, non metterò mai in discussione il ruolo di Vendola nemmeno se manterrà la promessa di negare l'ok all'opera in fase autorizzativa, la mia unica preoccupazione.

 

Teme i ricorsi?

Abbiamo un'attenzione spasmodica nei confronti delle procedure, siamo certi di non aver tralasciato o trascurato nulla. L'unica cosa che mi dispiace è che il progetto diventi uno strumento elettorale: già oggi siamo tirati per la giacchetta ogni giorno, si figuri tra qualche mese.

 

Intervista  di Alessandra Lupo a Giampaolo Russo, AD di Tap Italia.