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Integrazioni ESIA: domande frequenti e risposte

09 maggio 2014

Con largo anticipo sulla scadenza, TAP, il 17 aprile 2014, ha provveduto a consegnare al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e a tutte le altre amministrazioni coinvolte nel procedimento amministrativo, le “Integrazioni allo Studio di Impatto Sociale e Ambientale” (ESIA) richieste dai due ministeri rispettivamente il 18 e il 20 marzo scorsi.

Si tratta di un documento e di 16 allegati, per un totale di oltre 2000 pagine, 50 tavole e un video, che rispondono in modo esaustivo a tutte le domande di integrazione, alle richieste di chiarimento e approfondimento e alle osservazioni, comprese quelle avanzate dal pubblico.

Vi forniamo alcuni dettagli sulle integrazioni presentate.

 

1. È vero che il percorso a terra del gasdotto di connessione tra TAP e la Rete nazionale Snam è stato modificato e prevede il punto di connessione a Brindisi e non a Mesagne?

No. Il percorso di collegamento alla rete Snam viene definito da Snam Rete gas e non da TAP. In ogni caso, il progetto preliminare di collegamento alla rete nazionale prevede l’allaccio con la rete sempre nello stesso punto, in corrispondenza di una stazione tra Brindisi e Mesagne, che ricade nell’area del Comune di Brindisi. In base alla normativa vigente, Snam Rete Gas è tenuta a rendere ufficialmente noto il percorso del proprio gasdotto di collegamento a TAP una volta che il Ministero dell’Ambiente si pronuncerà in maniera positiva sulla compatibilità ambientale di TAP. Allora, Snam Rete Gas presenterà il suo progetto di collegamento, con il relativo Studio di Valutazione di Impatto Ambientale e il coinvolgimento dei Comuni attraversati dal gasdotto di collegamento. In Puglia, sommando la rete nazionale e quella regionale, esistono già 1919 km di gasdotti per il trasporto del gas naturale (senza tener conto della rete di distribuzione, a bassa pressione, ben più estesa).

2. Cosa c’è sotto il mare di San Foca? Il gasdotto interferirà con la Posidonia e la Cymodocea?

TAP ha effettuato un’analisi molto dettagliata e completa della vegetazione marina presente nell’area di approdo, grazie a diverse indagini che si sono svolte dal 2011 al 2014.

Un allegato della documentazione, l’allegato 11, è completamente dedicato all’analisi dei fondali.

Le osservazioni di Posidonia sono presenti in corrispondenza di piccole aree che sono state poi verificate come aree di roccia. Al contrario la Cymodocea è presente su aree chiare (aree sabbiose) che poi sono state effettivamente verificate in sito con analisi ROV (verifica dei fondali con mezzo automatizza e immersioni subacquee).  Le indagini geofisiche (Multi Beam Echo Sounder-MBES e Side Scan Sonar- SSS) unitamente alle indagini visive con telecamera e ROV hanno permesso di escludere la presenza di praterie di Posidonia anche nelle aree limitrofe allo scavo).

Considerate le attività previste per la predisposizione dell’area del micro tunnel e per la posa della condotta, gli impatti potenziali sono relativi allo scavo dell’area di transizione all’uscita del micro tunnel. Si tratta però di impatti che interesseranno le specie soltanto all’interno di un’area localizzata intorno alla condotta, laddove la loro presenza è limitata a ciuffi sporadici di Posidonia e alla porzione marginale della Cymodocea, evitata peraltro in tutta la parte più vicina alla costa grazie all’utilizzo del micro tunnel. La progettazione del micro tunnel, infatti, minimizza gli impatti permettendo di evitare interferenze ben maggiori  lungo tutto l’asse del tracciato dell’approdo verso la costa.

3. Quali altre misure di tutela adotterà TAP per tutelare la vegetazione marina?

Per preservare la vegetazione marina, TAP ha pianificato una gestione molto attenta anche della movimentazione delle ancore dei mezzi navali che verranno utilizzate per la posa dei tubi, in modo tale da evitare gli effetti sulle praterie di Cymodocea presenti in prossimità delle aree di cantiere. Come evidenziato nel nuovo Progetto Definitivo, infatti, sarà possibile stabilire il posizionamento delle ancore tenendo conto della distribuzione delle praterie al fine di evitare l’ancoraggio direttamente in corrispondenza degli elementi sensibili individuati.

4. Come tutelerà TAP gli ulivi lungo il percorso del gasdotto?

Nelle integrazioni consegnate ad aprile, TAP ha presentato un approfondito studio sul trattamento degli ulivi. Oltre alla puntuale mappatura di tutti gli ulivi intercettati, grazie alla consulenza di esperti locali, TAP ha preparato un piano dettagliato per l’espianto, la cura e il reimpianto degli ulivi interessati dal progetto. Si prevede che gli ulivi da trapiantare saranno potati durante il periodo invernale, quando gli interventi di potatura risultano compatibili con il ciclo di vita della pianta. Gli esemplari potati dovranno essere "zollati", cioè estratti da suolo con una congrua quantità di terreno tra dicembre e febbraio. Gli alberi potranno quindi essere messi direttamente a dimora, oppure riposti in apposite mastelle in attesa di ricollocazione. Sono già stati individuati diversi terreni dove depositare temporaneamente nelle interfile gli ulivi in attesa di trapianto. Le aree di trapianto temporaneo verranno scelte in maniera tale da consentire agli esemplari di non venire allontanati dal luogo di provenienza allo scopo di evitare anche complesse attività di trasporto a distanza.

5. Sono previste emissioni durante il normale funzionamento del Terminale di Ricezione?

No. Nelle condizioni normali di funzionamento, che comprendono anche le normali fluttuazioni della portata di gas naturale e della pressione nella rete Snam Rete Gas, non vi è necessità di alcun riscaldamento del gas e ne consegue che normalmente tutti i riscaldatori elettrici e le caldaie a gas non saranno in funzionamento e quindi senza emissioni in atmosfera. In seguito a eventi specifici e durante l’avvio/riavvio del PRT dopo uno spegnimento, potrebbe essere necessario utilizzare i riscaldatori elettrici, e solo in una modestissima percentuale di questi casi, potranno esserci emissioni associate al funzionamento delle caldaie a gas naturale: si assume che la durata di evenienza non supererà mai  il 2% del tempo di funzionamento del PRT su base annua (ipotesi più conservativa).

6. Il rumore generato dal terminale di ricezione è pericoloso per la salute di chi vive nelle vicinanze?

No. Le integrazioni contengono uno studio approfondito delle mappe del rumore generato nell’area del terminale di ricezione del gasdotto, sia in fase di costruzione che in fase operativa. Le simulazioni condotte dimostrano che i livelli di pressione sonora sono conformi alla normativa vigente, pertanto non dannosi per la salute dei residenti in prossimità dell’area del terminale.

7. L’ attività del terminale di ricezione hanno impatti sulla qualità dell’aria?

No. Le integrazioni presentano degli studi più puntuali sugli effetti del gasdotto sulla salute e sulla qualità dell’aria, con mappe di maggior dettaglio cartografico con diverse fasce di interferenza, da aree a 500 metri di distanza dal gasdotto ad aree a 1,2,3,4,5 km di distanza dal gasdotto. La documentazione presenta cartografie dettagliate e studi modellistici, che tengono conto di tutte le emissioni in fase di cantiere e di esercizio del gasdotto. Dall’analisi delle mappe emerge che per tutti i possibili inquinanti considerati in base alla normativa vigente non si verifica in alcun caso il superamento degli standard di qualità dell’aria.

8. Cosa succede al gas nel terminale di ricezione? C’è stoccaggio? Cicli industriali?

Il terminale di ricezione del gasdotto, il PRT, è il punto finale del gasdotto TAP. Il gas naturale in ingresso al PRT sarà filtrato, controllato, misurato fiscalmente e quindi consegnato alla rete di Snam Rete Gas. Questo processo avverrà in continuo, il gas non verrà mai stoccato nel PRT e non sarà soggetto a trasformazioni chimiche o cicli industriali.