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TAP: è albanese la prima sezione a ottenere il permesso ambientale

12 aprile 2013

Trans Adriatic Pipeline ha annunciato ieri il pieno ottenimento dell’autorizzazione ambientale e sociale (ESIA) per la sezione albanese del gasdotto che trasporterà il gas naturale dal giacimento di Shah Deniz II in Azerbaijan fino in Italia, attraverso Grecia e Albania.

Lecce, Italia. Trans Adriatic Pipeline ha annunciato ieri il pieno ottenimento dell’autorizzazione ambientale e sociale (ESIA) per la sezione albanese del gasdotto che trasporterà il gas naturale dal giacimento di Shah Deniz II in Azerbaijan fino in Italia, attraverso Grecia e Albania.

Il processo di revisione ha preso in considerazione tutti i possibili impatti ambientali, culturali o socio-economici del gasdotto e ha coinvolto anche gli stakeholder locali in tre audizioni pubbliche, al fine di individuare eventuali misure di tutela durante e dopo la costruzione. La concessione del permesso costituisce il riconoscimento della validità del progetto e gli sforzi della società verso il rispetto dell’ambiente e la responsabilità sociale d’impresa e porta il progetto sempre più vicino al completamento.

Anche in Italia, dove il gasdotto approderà nel Salento per percorrere  8 km, dei circa   800 complessivi, proseguono gli incontri e le procedure per ottenere tutti i permessi necessari all’avvio di questo progetto strategico per l’Italia e l’Europa. La stessa attenzione per l’ambiente e i territori dove passerà il gasdotto  è applicata anche in Italia  e in particolare nell’area di Melendugno, dove TAP prosegue il suo impegno nel ridurre al minimo qualsiasi possibile impatto negativo e a coinvolgere la popolazione locale durante il processo autorizzativo della VIA, che recepisce gli standard nazionali e internazionali.

TAP ricopre un ruolo fondamentale nel garantire la diversificazione e la sicurezza degli approvvigionamenti di energia per l’Europa e sarà l’anello mancante che collega il sud d’Italia  alle nuove e abbondanti riserve di gas naturali presenti nel Caspio, contribuendo a soddisfare la domanda di energia della regione in modo economico e sostenibile.


Un recente studio di Nomisma Energia ha inoltre evidenziato il particolare impatto economico che il progetto avrà a livello locale e regionale, ancora più prezioso considerata la dinamica molto debole degli investimenti in Italia e in particolare nel Salento. Il valore economico della ricaduta locale, considerati effetti diretti, indiretti e indotti è stimato in € 290 milioni, circa 2.170 posti di lavoro l’anno durante il quadriennio di costruzione e ulteriori stime di € 380 milioni nel corso della fase operativa successiva (dal 2019 al 2068). Il territorio di Melendugno, inoltre, beneficerà non solo di un effetto di tipo macroeconomico, legato sia alla fase di costruzione che alla presenza e alle attività del Terminale di Ricezione, ma anche un effetto sui bilanci pubblici, che verranno alimentati dalle tasse ed imposte che l’azienda dovrà versare alle casse del Comune, che con le normative attuali sarebbe di quasi € 400 mila l’anno.