Posti di lavoro, investimenti e benefici per il territorio. Il contributo di TAP all'economia del Salento e della Puglia secondo i dati dello studio Nomisma Energia. Skip to main content

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Posti di lavoro, investimenti e benefici per il territorio. Il contributo di TAP all'economia del Salento e della Puglia secondo i dati dello studio Nomisma Energia.

10 aprile 2013

Complessivamente, la realizzazione di TAP contribuirà direttamente al PIL della regione Puglia per circa € 80 milioni anno, durante il quadriennio di costruzione (2015 – 2018). In termini occupazionali, l’effetto diretto per lo stesso periodo ammonta a 150 posti di lavoro (part-time e full-time) per anno. Considerando gli ulteriori effetti indiretti ed indotti, l’impatto economico del progetto arriva a € 290 milioni e 2.170 posti di lavoro l'anno complessivamente.

Lecce, Italia: Complessivamente, la realizzazione di TAP contribuirà direttamente al PIL della regione Puglia per circa € 80 milioni anno, durante il quadriennio di costruzione (2015 – 2018). In termini occupazionali, l’effetto diretto per lo stesso periodo ammonta a 150 posti di lavoro (part-time e full-time) per anno. Considerando gli ulteriori effetti indiretti ed indotti, l’impatto economico del progetto arriva a € 290 milioni e 2.170 posti di lavoro l'anno complessivamente.


Questo il contributo del progetto TAP alla Puglia secondo le stime di uno studio condotto da Nomisma Energia, che considera gli effetti economici del progetto su scala regionale, provinciale e comunale.
Lo studio, pubblicato a marzo 2013, è realizzato secondo un metodo scientifico ampiamente riconosciuto e diffuso, che suddivide gli effetti di un progetto di investimento sull’economia della regione in diretti, indiretti ed indotti, differenziando il contributo tra la fase di costruzione del gasdotto (2015-2018) e la fase in cui l’infrastruttura sarà operativa (2019-2068).


Secondo questa impostazione, l’investimento di TAP avrà un impatto diretto, grazie alle spese in conto capitale della fase di costruzione e della fase operativa, con il relativo impatto sull’economia e sulle imprese appaltatrici. L’attività di queste ultime genera un effetto diretto sull’economia e uno indiretto, legato al fatto che i contratti appaltati ad imprese locali entrano a far parte della catena di approvvigionamento di beni e servizi.  
Inoltre, può essere rilevato anche un effetto indotto, dovuto alla presenza dell’infrastruttura sul territorio, la quale costituirà un incentivo per l’economia locale, portando maggiori investimenti da impiegare in beni e servizi per i cittadini, stimolo ai consumi, attività di export e contributi fiscali.


Lo studio considera, infatti, che almeno il 25% della forza lavoro impiegata per la costruzione dell’infrastruttura avrà come base l’area intorno a Melendugno, contribuendo ad aumentarne il volume dei consumi.  
Nel contempo, durante i 50 anni di fase operativa, il gasdotto genererà i seguenti effetti:
•    Effetti diretti sul PIL regionale pari a € 180 milioni (poco meno di € 4 milioni di euro all'anno)
•    Creazione di 30 posti di lavoro all'anno
•    Effetti indiretti ed indotti durante la fase di funzionamento
per un contributo totale stimato di € 380 milioni (€ 8 milioni di euro l'anno) al PIL regionale che a sua volta genererà un impatto occupazionale pari in media a 220 posti di lavoro all'anno.


Le stime riferite ai medesimi impatti per la Provincia di Lecce misurano:
•    15 milioni di euro annui come contributo al PIL provinciale per la fase di costruzione
•    Circa 4 milioni di euro annui per i cinquanta anni di operatività dell’infrastruttura
•    340 occupati anno per la fase di costruzione e 129 occupati anno per la fase operativa


A livello comunale, il progetto avrà un effetto di tipo macroeconomico, legato sia alla fase di costruzione che alla presenza e alle attività del Terminale di Ricezione, ma anche un effetto sui bilanci pubblici, che verranno alimentati dalle tasse ed imposte che l’azienda dovrà versare alle casse del Comune. Il valore di questo importo, corrispondente al pagamento delle imposte IMU e TIA (imposta municipale unica e tariffa sull’igiene ambientale), può essere quantificato in una somma di circa 393.000 euro l’anno. La cifra è ancorata all’evoluzione della normativa fiscale e al dimensionamento definitivo del terminale di ricezione, che verrà ufficialmente stabilito con la chiusura della fase autorizzativa (settembre 2013).  


Lo studio evidenzia quindi un sostegno importante allo sviluppo economico non solo del Comune interessato dal progetto, ma di tutto il Salento e della regione Puglia. Un contributo ancora più prezioso ove si consideri la dinamica molto debole degli investimenti in Italia ed in quest’area in particolare.


 Lo studio di Nomisma Energia si basa su un modello di calcolo sviluppato a partire da stime fornite da TAP.